Introduciamo qui una ulteriore visione dello spazio nella sua rappresentazione radiale, questa visione ci consente di spingerci fino all'estremo limite dello strumento immaginativo che abbiamo fino ad ora utilizzato, fino al punto nel quale, rendendoci conto della limitatezza dello strumento utilizzato, l'immaginazione, siamo portati ad integrare tale strumento con un altro, di più ampia portata e più idoneo alla percezione di queste rappresentazioni simboliche, tale strumento è quello che viene definito propriamente come intuizione intellettuale.
Immaginiamo un segmento di una qualsiasi lunghezza definita, e che tale segmento sia raggio di una circonferenza, questo segmento avrà come estremi, da un lato il centro della circonferenza e dall'altro un punto appartenente alla circonferenza sessa, tale punto sarà quindi un punto comune al raggio ed alla circonferenza. Questo punto comune può essere, in certo modo, individuato come il punto iniziale ed il punto terminale della circonferenza se consideriamo la circonferenza stessa, come direttrice di un movimento rotatorio.
Immaginiamo ora che i due punti, iniziale e terminale dalla circonferenza non siano coincidenti, ma corrispondano a due punti successivi appartenenti al raggio, separati dal noto intervallo di estensione indefinitamente piccola; otteniamo così una spira il cui passo corrisponde appunto all'intervallo che separa due punti successivi appartenenti ad una linea.
Prolunghiamo ora questa spira nelle due direzioni, che incrocerà ad ogni rivoluzione i punti successivi del raggio considerato.
Otteniamo così una spirale, di passo indefinitamente piccolo, che partendo dal centro si svolge per una lunghezza indefinita fino al suo limite estremo [1] che corrisponderà ad un punto di quella circonferenza con raggio indefinitamente grande che è anche limite del piano cui appartiene. Questa spirale, conterrà quindi la totalità dei punti del piano cui appartiene, o per utilizzare una terminologia di tipo dinamico, nel suo svolgersi percorrerà tutti i punti del piano. Se riconsideriamo il piano geometrico come la rappresentazione di un piano o grado dell'esistenza, la spirale rappresenterà lo svolgersi di tutte le modalità di tale grado di esistenza.
Introduciamo ora un ulteriore grado di complessità della spirale sulla base di come l'abbiamo descritta. Questa spirale, che come abbiamo visto comprende tutti i punti del piano ha la sua origine nel punto centrale del piano e il limite in un punto appartenente alla circonferenza di raggio indefinito che costituisce il limite di tale piano.
Immaginiamo ora di ruotare questa spirale attorno all'asse ortogonale al piano e passante per il punto centrale di origine, in modo che il limite estremo della spirale ruotata corrisponda al punto immediatamente successivo rispetto a quello originario. Otteniamo così una seconda spirare ruotata di un angolo indefinitamente piccolo.
Consideriamo di ripetere questa rotazione in modo da ottenere una spirale per ogni punto della circonferenza limite del piano, dove ognuna di queste spirali avranno il limite estremo. Otteniamo cosi un numero indefinito di spirali appartenenti ad unico piano ed in considerazione che, ogni spirale, come abbiamo visto in precedenza, ricopre tutti i punti del piano, tutte le spirali generate dalla rotazione saranno compenetrate
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tra loro, in quanto tutte ricopriranno tutti i punti del piano.
Come in precedenza abbiamo interpretato la singola spirale come lo svolgersi di tutte le modalità di un grado o piano di esistenza, così la moltitudine indefinita delle spirali ruotate sul piano e la loro compenetrazione può ben essere presa a simbolo di tutte possibilità di un piano o grado di esistenza.
Questa compenetrazione quando viene considerata simultanea, quindi non sottoposta al vincolo temporale della manifestazione, è anche una rappresentazione della vibrazione generatrice di un grado di esistenza o anche del suo soffio vitale
Riprendiamo ora il fascio totale, simbolo dell'Irraggiamento Universale che abbiamo precedentemente descritto, e consideriamo che ogni retta passante per il punto centrale dello spazio è asse verticale della croce tridimensionale, ed è anche asse di rotazione di tutti quei piani verticali che intersecano ortogonalmente il suo piano orizzontale in corrispondenza di ogni possibile raggio della circonferenza di estensione indefinita appartenente a tale piano
Otteniamo così una moltitudine indefinita di piani di rotazione per ognuna delle rette, anch'esse moltitudine indefinita, passanti per il centro dello spazio, tali piani, che sono tutti i possibili piani nello spazio che hanno come centro il punto centrale dello spazio sesso, saranno tra loro compenetrati e ricopriranno tutti i punti dello spazio.
Consideriamo anche che su ognuno di questi piani sono presenti una moltitudine indefinita di spirali con passo indefinitamente piccolo, tra loro compenetrate come abbiamo precedentemente decritto, otteniamo così la rappresentazione di uno sferoide di raggio indefinito e non chiuso, in quanto la sua superficie limite non è mai chiusa poiché è formata dai punti limite estremi di tutte le spirali.
La spirale piana considerata simultaneamente in tutte le sue posizioni, sarà quindi la rappresentazione di una qualsiasi sezione dello sferoide ottenuta con un piano passante per il centro e rappresenterà la propagazione su un piano di un movimento vibratorio determinato dall'alternanza dei punti e dei loro intervalli lungo la spira e dall'alternanza delle spire e dei loro intervalli nell'espansione del piano.
Questo sferoide non chiuso rappresenta quindi lo sviluppo nello spazio, in tutte le direzioni dell'irraggiamento universale, di tale vibrazione e quindi rappresenta, nella misura in cui ciò è possibile, la raffigurazione del vortice sferico universale o della possibilità universale.
Nella tradizione orientale la possibilità universale, ovvero il mezzo per il quale si compie la realizzazione di tutta la manifestazione, viene chiamata Tao, tradotto con Via, affermando inoltre in modo inequivocabile, l'impossibilità di ogni sua determinazione [3] o riconduzione ad una concezione mentale umana. L'unica possibilità di intuire tale realtà è mediante l'allusione simbolica che permette, per sua natura, di superare le limitazioni proprie del linguaggio formale, consentendo all'individuo l'interpretazione a livelli molteplici, in funzione del proprio grado di consapevolezza.
L'intuizione di tale realtà è inoltre possibile per l'essere individuale umano, unicamente per il fatto che il principio generatore e la sua propagazione vibratoria sono presenti nel suo essere [4] e ne determinano l'esistenza, e del resto, il principio e la sua propagazione sono la condizione necessaria per qualsiasi forma di esistenza a qualsiasi livello di manifestazione.
[1] Utilizziamo qui la definizione limite estremo in quanto, essendo la spirale di estensione indefinita, supera la possibilità stessa della raggiungibilità, dobbiamo sempre tenere presente l'inadeguatezza del linguaggio formale di fronte alle idea di indefinito. [torna]
[2] R. Guenon, op.cit. [torna]
[3] La via, che è una via, non è la Via. Il nome che ha un nome non è il Nome. Senza nome è l'origine del cielo e della terra. (Laotsè, Tao-Te-King.) [torna]
[4] Noi non abbiamo nulla da creare, nulla da inventare, nulla da spiegare con nuovi mezzi; noi dobbiamo soltanto evitare di perdere quello che ci rimane e ritrovare quello che abbiamo smarrito. (Matgioi, La Via Metafisica) [torna]