Nei precedenti capitoli abbiamo esposto, in modo sintetico, quelli che riteniamo essere i necessari fondamenti logici e descrittivi indispensabili per stimolare quelle facoltà di natura intellettuale [1] , che sono il punto di partenza per l'intelligenza della simbologia insita in molte decorazioni geometriche.
Vediamo ora alcuni esempi di decorazioni con una struttura e una valenza simbolica che sono riconducibili a quella che abbiamo definito come rappresentazione radiale dello spazio, ed al percorso spirituale che tale rappresentazione significa. Non daremo qui interpretazioni di dettaglio di queste rappresentazioni, ma ci limiteremo ad indicare alcune chiavi di lettura essenziali e del tutto generali, per non limitare la lettura interpretativa che il singolo osservatore potrà elaborare.
La rappresentazione della spirale, come illustrato nella figura 17, mostra Kundalini nella forma essenziale di una spira unica con il capo al centro e la coda coincidente con un punto della circonferenza esterna del loto, i cui petali sono in disposizione radiale.

La rappresentazione antropomorfa, ed il naturale rapporto gerarchico tra capo e coda, implica una individuazione parimenti gerarchica della direzione nel percorso della spirale, che è da intendersi ascendente nella direzione che dalla coda va verso il capo e discendente nella direzione che dal capo va verso la coda. Questo riconduce al rapporto gerarchico ed analogico esistente tra la circonferenza ed il suo centro, nella rappresentazione radiale dello spazio che abbiamo precedentemente illustrato.
Nella pietra di Newgrange, illustrata in figura 18, sono rappresentate numerose spirali ed alcune di queste sono contrapposte dal punto di vista del senso di rotazione. La molteplicità delle spirali può essere intesa come una diretta allusione a quanto abbiamo illustrato precedentemente in merito alla rappresentazione di tutte le spirali presenti su un piano, simbolo di tutte le possibilità relative al quel determinato piano di esistenza. In questo caso la rappresentazione è di tipo semplice e non considera l'aspetto della compenetrazione delle spirali, ma evidenzia essenzialmente gli aspetti della molteplicità e della opposizione dei sensi di rotazione.

Un altro esempio che evidenzia l'aspetto della contrapposizione del senso di rotazione delle spirali si trova nel tempio di Tarxien, figura 19, questa rappresentazione è particolarmente interessante dal nostro punto di vista in quanto sintetizza mirabilmente alcuni aspetti essenziali dell'immagine del Vortice sferico.

Ancora un esempio di struttura a spirale viene raffigurato nel mosaico dell'abside della chiesa di S. Clemente in Roma dove viene rappresentato l'albero della vita i cui rami si sviluppano in forma di spirali contrapposte.

Vediamo ora più in dettaglio i significati che questa rappresentazione trasmette. Immaginiamo una sfera, che, per facilità di concezione, considereremo di una dimensione finita, ma che in realtà è di estensione indefinita, immaginiamo anche che questa sfera abbia un movimento di rotazione semplice attorno ad un asse che passa per il centro della sfera stessa, tale asse incontrerà anche la superficie della sfera in due punti che definiremo come punti polari.
Ora consideriamo un punto qualsiasi appartenente al diametro massimo della sfera e che questo punto si sposti in direzione rettilinea verso il centro della sfera, quindi lungo uno dei raggi del cerchio determinato dal piano di sezione ortogonale all'asse di rotazione e passante per il centro della sfera. Il movimento rotatorio della sfera determina il tracciamento di un percorso spirale di tale punto. Se i nostri punti di vista coincidono alternativamente con i due poli otterremo, alternativamente due spirali con senso di rotazione contrapposto.
Similmente se consideriamo due punti che abbiano origine comune da un punto qualsiasi appartenente al diametro massimo della sfera e che questi due punti si spostino rispettivamente verso i due poli percorrendo la linea meridiana della superficie sferica dai punti di vista coincidenti con i poli otteniamo anche in questo caso due spirali con senso di rotazione contrapposto.
Tornando alla rappresentazione del tempio di Tarxien possiamo quindi considerala come una rappresentazione della mutazione continua della manifestazione in ogni una delle singole spirali, e della tendenza all'equilibrio della legge causa-effetto nella contrapposizione simmetrica delle spirali. Inoltre le spirali visibili implicano ed indicano la presenza di alcune forme invisibili [2] , e qui tale invisibilità è da considerarsi come il simbolo della trascendenza, tali forme invisibili e trascendenti sono: l'asse, come perno della mutazione continua della manifestazione; i punti polari come estremi e limite delle forze complementari ed infine il centro della sfera come origine e principio universale.
Un altro tema ricorrente nella decorazione geometrica è quello del nodo, dalle sue forme più semplici a quelle degli intrecci più complessi. In linea generale il nodo sintetizza due importanti forme simboliche, la continuità del percorso e l'intersezione dei percorsi.
Molte rappresentazioni di nodi come quella riportata nella figura 21, sono costituite dalla ripetizione su di un piano di un motivo centrico intersecato da un motivo ortogonale. Questa struttura è la sintesi delle due rappresentazioni dello spazio che abbiamo illustrato precedentemente, la rappresentazione ortogonale e la rappresentazione radiale.

La continuità del percorso è un particolare aspetto del progresso spirituale, dove viene affermato essenzialmente il principio dell'unicità dell'evento di manifestazione e quindi dell'impossibilità della ripetizione di una qualsiasi esperienza spirituale che, quando vissuta, rimane unica ed irripetibile, qualsiasi altra esperienza potrà essere solo in qualche misura simile, ma mai identica a quella già vissuta.
Questa realizzazione dell'evento nel percorso spirituale comporta, come ogni altro evento della manifestazione, la trasformazione di una delle possibilità della manifestazione in attualità, esaurendo di fatto quella particolare possibilità e che determina quindi la sua unicità.
L'impossibilità di ripercorrere un punto già percorso nel cammino spirituale e la complessità di tale percorso sono rappresentate nella forma del labirinto
[3]
, dove, seguendo un cammino obbligato, si percorre l'intero tragitto senza mai ripassare per un punto già superato.
Alcuni esempi di questi labirinti sono riportati nelle figure 22 e 23, in questi casi il percorso veniva chiamato anche pellegrinaggio, a sottolineare la valenza spirituale dell'avvicinamento al centro meta e termine del percorso.


La lunghezza e la tortuosità del percorso alludono alle difficoltà che si possono incontrare seguendo un cammino spirituale, in particolare le tortuosità di tale percorso è tale che determina l'alternanza di fasi di relativo avvicinamento e di relativo allontanamento dalla meta centrale. Tali alternanze sono uno degli aspetti delle prove che l'adepto deve affrontare nella sua formazione, credendo a volte di avvicinarsi o di allontanarsi illusoriamente dalla meta. Tali percezioni illusorie costituiscono l'inganno del labirinto, e tale inganno è ciò che spaventa le menti deboli, mentre per colui che tenacemente avanza lungo il percorso, superando le percezioni ingannevoli, il labirinto è di fatto il luogo dove, avanzando, è impossibile perdersi.
[1] Intendiamo il termine intellettuale nella sua accezione propria, come facoltà intuitiva in grado di superare i limiti imposti dalla sola visione razionale. [torna]
[2] Usiamo il termine forma per sottolineare l'aspetto qualitativo ed essenziale del simbolo, in antitesi alla forma, si colloca la materia, corrispondente alla sostanza, letteralmente ciò che sta sotto, instaurando così una gerarchia verticale tra il superiore e l'inferiore. Intendiamo questa gerarchia in termini esclusivamente tecnici e geometrici, non volendo, in questa sede attribuire loro alcun significato di ordine morale. [torna]
[3] Il labirinto è quindi un luogo dove per arrivare alla meta è necessario percorrere l'intero cammino senza la possibilità di abbreviare il percorso. [torna]