Significato generale del simbolo


Al fine di consentire un iniziale livello di comprensione del significato contenuto in quelle rappresentazioni geometriche considerate generalmente come motivi ornamentali e decorativi riteniamo utile affrontare, in via preliminare e del tutto introduttiva, alcune considerazioni inerenti la natura dei simboli nella loro accezione generale, in quanto i fondamentali elementi che costituiscono la struttura di queste rappresentazioni grafiche presentano una natura eminentemente simbolica.

Un adeguato approfondimento sulla natura dei simboli richiederebbe da solo una amplia e diffusa trattazione ma, anche se riteniamo questo argomento di notevole interesse, esso esula dalle nostre finalità, pertanto ci limiteremo solamente a definire alcuni concetti fondamentali indispensabili alla comprensione del significato contenuto nelle rappresentazioni oggetto del presente studio.

Riteniamo inoltre opportuno premettere che le arti figurative sacre, traggono il loro valore dall'uso simbolico delle immagini, in quanto solo per mezzo del simbolo si possono rappresentare realtà di ordine superiore, la qual cosa è, in definitiva, il reale fine di una forma d'arte sacra.

Per fare un semplice esempio l'immagine di un albero, pur non essendo ovviamente un albero, consente di trasmettere le idee ed i significati ad esso connessi, e quindi si può considerare simbolo di una realtà non rappresentabile direttamente. Intendiamo qui per realtà qualsiasi forma della possibilità universale che, in quanto tale, è reale al proprio livello e nell'ambito della propria natura.

Figura 1: l'Albero della Vita secondo la favola di Barlaam, (Parma, Battistero).

Un simbolo è generalmente altro da ciò che simboleggia ed il legame tra queste due entità è costituito dai rapporti esistenti tra entità di ordine diverso, è pertanto in virtù di questi rapporti che è possibile utilizzare oggetti fisici per simboleggiare realtà trascendenti e metafisiche.

Tale rapporto è quindi fondato sulle reali corrispondenze esistenti tra diversi ordini di realtà. Queste corrispondenze possono essere di similitudine o di analogia, ed in particolare queste ultime rivestono una importanza preminente ai fini dell'interpretazione del simbolismo geometrico.

Etimologicamente la parola simbolo esprime il concetto di mettere insieme ed è proprio questa la sua peculiare caratteristica: riunire significati diversi e differenti livelli di interpretazione superando la loro relativa, e quindi per certi versi apparente, contraddittorietà.

Se la affermazione che il simbolo è altro dal simboleggiato è vera ad un certo livello, ad un altro livello potremmo altresì affermare che, in qualche modo, un simbolo è ciò che esprime, in quanto partecipa della natura del simboleggiato in un modo che potremmo definire diretto. Un simbolo non è, infatti,  un semplice segno convenzionale ma manifesta il suo archetipo in virtù di una legge ontologica, da questo trae la sua qualità estetica in quanto la bellezza, secondo la visione spirituale, non è altro che la trasparenza dei veli che l'esistenza pone tra noi e la Verità. [1]

Questo rapporto diretto tra il simbolo ed il simboleggiato è, in molti casi, ed in particolare per quelli che hanno una notevole rilevanza ai fini del presente studio, un rapporto di tipo analogico, inteso, a rigore, come speculare o inverso. Questo consente, nella sua massima espressione, a ciò che è sottoposto ai limiti della propria natura di rappresentare realtà Universali, che in quanto tali,   non sono sottoposte a tali limiti, ciò risulta possibile in quanto tra L'Universale ed il relativo esiste lo stesso rapporto analogico. Questo rapporto, che realizza una vera e propria corrispondenza, viene espresso chiaramente nell'affermazione ermetica: quod est inferius est sicut quod est superius ed quod est superius est sicut quod est inferus ad perpetranda miracula rei unius.

Tale corrispondenza è il vero fondamento del simbolismo ed è, per ciò che le leggi di un ambito inferiore possono sempre esser prese per simboleggiare le realtà di un ordine superiore, ove esse hanno la loro ragione profonda, che è nello stesso tempo il loro principio e la loro fine. [2]

Tra l'interpretazione metafisica, quindi universale, di un simbolo e la sua interpretazione relativa, legata quindi ad un particolare aspetto, esiste una molteplicità indefinita di possibili livelli interpretativi che costituiscono il continuum dei significati propri del simbolo stesso. Tali livelli interpretativi godono inoltre di quella proprietà universale, per cui il livello superiore non esclude il livello inferiore, bensì lo comprende e lo supera. I termini superiore ed inferiore vengono usati qui, e verranno usati in tutto il presente studio, nella loro accezione puramente tecnica, pertanto non è nel nostro intendimento attribuire loro alcun significato di ordine morale.

Il livello, o la profondità, di interpretazione di un qualsiasi simbolo è determinato dal grado di consapevolezza dell'osservatore così che il simbolo stesso diviene specchio di chi lo guarda, questo è possibile perché il significato del simbolo non riguarda un particolare evento ma verità perenni presenti nella natura stessa delle cose. Si può raggiungere il significato più elevato di un simbolo solo raggiungendo la dimensione corrispondente del nostro essere, mentre se ci accostiamo ad un simbolo superficialmente o se siamo noi stessi superficiali anche il simbolo ci apparirà solo nel suo aspetto superficiale. [3] Questa particolare proprietà emerge sensibilmente nelle opere d'arte con carattere sacro e può venire consapevolmente usata come preciso strumento di supporto alle pratiche di ricerca spirituale.

Da un punto di vista più generale, qualsiasi forma di manifestazione può essere interpretata simbolicamente e la natura stessa può essere presa come simbolo della realtà soprannaturale, [4] in quanto tutto ciò che esiste procede da un Principio Universale trascendente che ne determina l'esistenza, e l'esistenza di ogni forma di manifestazione avviene in virtù della partecipazione  all'esistenza del principio Universale, riproponendo il rapporto dell'analogia inversa o speculare. In tale modo riconoscendo l'unico Principio trascendente in ogni forma di manifestazione, si riconosce la visione metafisica dell'Universo.


note:

[1] T.Burkchardt, L'Arte Sacra in Oriente e in Occidente [torna]

[2] R.Guènon, Il Verbo e il Simbolo [torna]

[3] A questo proposito riteniamo particolarmente illuminante l'affermazione coranica: Allah non creò tutto ciò, se non in verità. Egli estrinseca i Suoi segni per coloro che conoscono. [torna]

[4] R.Guenon, op.cit. [torna]


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