Abbiamo precedentemente riferito dei piani dell'esistenza in relazione alle decorazioni formate dal sovrapporsi verticale di linee o fasce orizzontali, tali decorazioni sono diffuse all'esterno e talvolta anche all'interno delle chiese realizzate in stile romaico e gotico. Vediamo ora più in dettaglio cosa si intenda per piani o gradi dell'esistenza e quali siano i loro rapporti con la struttura geometrica di tali decorazioni.
Inizieremo con il chiarire alcuni concetti fondamentali relativi a quella che chiameremo modalità di manifestazione ed il loro rapporto con i piani o gradi dell'esistenza. Questi concetti, che qui riportiamo in forma molto sintetica ed in relazione allo specifico oggetto del nostro studio, sono stati ampiamente sviluppati ed espressi con chiarezza da R. Guénon nel testo Il Simbolismo della Croce a cui rimandiamo per una migliore intelligenza.
Ogni modalità della manifestazione, e quindi anche della manifestazione sensibile, ovvero del mondo come la possiamo percepire per mezzo dei sensi corporei, è determinata da un complesso di condizioni de ne delimitano le possibilità. Tali condizioni sono da intendersi più come estensioni che come limitazioni in quanto sono determinate fondamentalmente dal superamento di altre condizioni limitative.
L'insieme delle modalità di manifestazione, proprie di una determinata individualità [1] , costituisce un grado dell'esistenza di questa individualità, per contro un piano o grado di Esistenza Universale contiene una moltitudine indefinita di individualità. Queste due prospettive corrispondono rispettivamente alla visione microcosmica, orientata alla singola individualità ed alla visione macrocosmica, orientata alla universalità.
Sia le modalità di manifestazione di una singola individualità, attuali o potenziali, sia le individualità, anch'esse attuali o potenziali, appartenenti ad un grado dell'esistenza, sono, dal punto di vista quantitativo, una moltitudine indefinita e quindi possono essere ben rappresentate dall'insieme delle rette ortogonali tra loro appartenenti ad un piano orizzontale, il quale assume il valore simbolico di un determinato grado dell'esistenza.
Questo insieme di rette ortogonali è quindi costituito da due sottoinsiemi di rette parallele tra loro, nell'ambito di ciascun sottoinsieme, che potremmo definire come insieme delle rette frontali e insieme delle rette antero-posteriori.
Un punto appartenente a questo piano è individuato dall'intersezione di una retta frontale, che rappresenta una determinata individualità e da una retta antero-posteriore che rappresenta una modalità di manifestazione. Tale punto viene quindi a rappresentare uno "stato", attuale o potenziale, di una singola individualità in una singola modalità di manifestazione. Di conseguenza abbiamo che ogni individualità partecipa di un'indefinità [2] di modalità di manifestazione ed una modalità di manifestazione è partecipata da un'indefinità di individualità, essendo che ogni retta frontale è intersecata da una indefinità di rette antero-posteriori ed ogni retta antero-posteriore è intersecata da una indefinità di rette frontali.
Rimanendo nei limiti della rappresentazione ortogonale dello spazio, la sovrapposizione di tutti i piani orizzontali, anch'essi in moltitudine indefinita, forma l'intero spazio tridimensionale. Considerando che ad ogni piano corrisponde un grado dell'esistenza, l'intero spazio assume quindi il valore simbolico e rappresentativo della totalità dei gradi dell'esistenza e quindi in definitiva della stessa Esistenza Universale.
Ne consegue che, una indicazione interpretativa della pavimentazione illustrata nella figura 3, è quella di rappresentare un determinato piano dell'esistenza, individuando l'alternanza dei punti e dei loro intervalli sul piano stesso, piano sul quale il fedele si trova ad agire. Mentre l'intero edificio sacro illustrato in figura 4, con la decorazione a fasce orizzontali, rappresenta la sovrapposizione dei piani dell'esistenza e quindi per estensione la stessa Esistenza Universale.
[1] Per individualità, sul piano umano, che consideriamo nostro piano di riferimento, possiamo considerare ogni essere individuale. [torna]
[2] Chiameremo indefinità quello che a rigore dovrebbe essere definito quantitativamente come moltitudine non numerabile, l'estremo limite della grandezza quantitativa, di cui abbiamo precedentemente trattato. [torna]